Potremmo definire la Brand Awareness attraverso l’uso dei termini “consapevolezza” e “notorietà”, ma sai bene quanto noi di Max Mile siamo pragmatici, pratici e dinamici, per cui ti faremo degli esempi, per meglio farti comprendere cosa davvero voglia dire questo termine, cardine del marketing!

Sei pronto per un gioco?

Indovina il brand, osservando solamente la silhouette della bottiglia!

Esatto, è Coca – Cola!

Immagina di trovarti in un supermercato, in un bar oppure in un ristorante, sia in Italia che all’estero, se ordini una Coca – Cola, in qualsiasi luogo tu sia, sai che il prodotto sarà esattamente quello che desideri!

Coca – Cola ha creato un brand, diventato iconico, tant’è che si riconosce anche senza inserire l’etichetta o il logo sulla bottiglia.

Fare Brand Awareness significa proprio questo, rendere il brand riconoscibile dal proprio consumatore, renderlo impresso nella mente del proprio target.

Facciamo altri esempi:

logo-apple

Di che brand si tratta?

Si tratta di Apple, giusto! Una mela morsicata, se la si decontestualizza, è una mela, ma tutti sappiamo che una mela morsicata, con quei determinati colori istituzionali, rappresenta un prodotto tecnologico ed è un brand leader di settore!

Può piacerti o meno, ma la Brand Awareness di Apple è indiscussa: se domani l’azienda iniziasse a vendere prodotti di un altro settore merceologico, avrebbe potenzialmente lo stesso successo, poiché lo storytelling legato al brand e di conseguenza, la Brand Awareness lo rendono un brand e un’azienda riconoscibile.

In questo caso, possiamo parlare sia di Brand Identity che di Corporate Identity.

La Brand Identity è l’identità del marchio ed è costituita da logo, slogan, valori, colori istituzionali, font istituzionale, comunicazione, marketing, pubblicità, storia, know how di un determinato brand.

La Corporate Identity invece, rappresenta l’identità dell’azienda, che non necessariamente è uguale alla Brand Identity, ma spesso coincide.

La Corporate Identity identifica quindi, i valori, la filosofia e la mission che caratterizzano un’azienda.

È chiara la differenza?

Continuiamo con un altro esempio riguardo la Brand Identity!

Eccolo qui:

logo-ferrari

di che brand stiamo parlando?

Esatto, è Ferrari! Icona del lusso Made in Italy, se togliessimo il celebre cavallino rampante, una Ferrari rimarrebbe pur sempre un’automobile sportiva, simbolo del lusso e del savoir- faire italiano.

Ferrari, sarebbe sempre un fiore all’occhiello per l’Italia, ma perché tutti la desiderano?
Per ciò che trasmette, per la notorietà del brand, per lo status symbol che rappresenta possedere una Ferrari.

Il brand possiede anche una gamma di prodotti che include abbigliamento ed accessori: sai perché nonostante sia un settore merceologico diverso da quello su cui il brand è leader indiscusso a livello globale anche una felpa, un cappello o una penna firmata Ferrari vende più di un prodotto no brand?

Proprio per la Brand Awareness e la potenza del marchio.

Magari non mi potrò permettere l’ultima Ferrari uscita sul mercato, ma una felpa, un cappello o una penna, costa decisamente meno di un’automobile ed è una spesa che la maggior parte dei consumatori, possono affrontare.

Io appassionato del brand, acquistando un prodotto Ferrari, mi sento più vicino a tutto quel lifestyle che caratterizza il brand stesso: è come se attraverso l’acquisto di un prodotto, io stesso assumessi quei valori che il brand incarna.

Ferrari è un’icona. Un sogno. Un desiderio, spesso irraggiungibile e in questo caso, trattandosi di un brand di lusso, proprio questo essere elitario, concorre a renderlo iconico.

La Brand Awareness è quindi la conoscenza, notorietà e riconoscibilità di un brand da parte del consumatore.
Infatti, fare Brand Awareness significa far conoscere il proprio brand tra i potenziali consumatori, attraverso una strategia di marketing e comunicazione creata ad hoc per il proprio brand.

Ma che cosa significa brand?

Spesso, si pensa erroneamente che il brand sia il logo o rappresenti solamente un marchio, ma un brand è molto di più!

Un brand rappresenta la storia, il territorio, le persone, la professionalità, la qualità, l’ esperienza, il know how ma soprattutto l’emozione.

Infatti, non ci leghiamo ad un brand per il logo, il colore o lo slogan, almeno non solo per queste caratteristiche, perché anche se fanno parte del brand, costruiamo una relazione per ciò che ci trasmette.

Un brand dona empatia, trasmette dei valori e racconta una storia!

Un brand, non è quindi un qualcosa di sterile, non è il prodotto, l’azienda o il marchio: il brand è emozione, è quel rapporto che si costruisce tra oggetto del desiderio ed appassionato.

Il brand è sentimento e come tale va vissuto: non si vive, osservandolo da estranei, almeno non nel 2020.

Viviamo in un periodo storico sempre più connesso, in cui l’innovazione e la generazione Z, stanno abbattendo tutte le barriere a cui finora eravamo abituati: prima il consumatore ammirava il brand, lo desiderava e lo osservava da lontano, come se fosse un feticcio e questo comportamento sostanzialmente, dura tuttora per i prodotti di punta dei luxury brands.

Tuttavia, il trend del momento, vuole che l’utente sia protagonista e partecipe nella realizzazione stessa del brand.

Infatti, attraverso i social l’utente interagisce attivamente con il brand e lo fa conoscere ai suoi contatti, sia online che offline, diventando così brand ambassador.

Questa tendenza vale anche per i brand di lusso, perché anche se l’utente non potrà acquistare l’ultima it- bag uscita sul mercato, sosterrà il brand, ne parlerà con i suoi contatti e concorrerà ad accrescerne la notorietà.

È un comportamento che ritroviamo anche nell’ early adopter, ossia quell’utente che ha un bisogno, di cui spesso è consapevole e ricercando proprio la soluzione al proprio problema, prova nuovi prodotti o servizi diventando, se l’esperienza è positiva, sostenitore e ambassador del brand.

Complice la Realtà Aumentata e le altre tipologie di Intelligenza Artificiale, i video su Tik Tok ed i Reel su Instagram, anche se l’utente non può permettersi l’acquisto del brand, lo condivide con la propria audience: cambia la prospettiva, cambia il rapporto tra brand e clienti, cambia il punto di vista del marketing.

L’utente non è più bombardato da pubblicità, in cui è elemento passivo, ma diventa esso stesso parte attiva del brand.
L’utente sceglie di acquistare quel determinato brand perché crea empatia e si riconosce con la storia ed i valori trasmessi dal brand.
Non parliamo più quindi di un prodotto o di un brand al centro del marketing, ma dell’utente che sceglie attivamente quale brand supportare: è l’epoca della User Experience (link interno articolo digitalizzazione).

Hai domande, curiosità o necessiti di informazioni?

Noi di Max Mile, saremo lieti di darti il supporto necessario per creare la Brand Awareness per te, la tua azienda e il tuo brand!

 

Vuoi saperne di più?
Contattaci!

 

Dichiaro di aver letto ed accettato i termini sulla privacy policy

 

Leggi gli ultimi Articoli sul Mondo Web Marketing