Neuromarketing e web: neuroscienze e marketing digitale

Pensi di compiere le tue scelte in modo razionale, ma ti sbagli. Vuoi una prova?

Alcune ricerche hanno dimostrato come le persone considerino più credibile un testo se scritto in caratteri più grandi, oppure di colore più deciso come rosso o blu oppure stampato su carta di maggiore qualità.

Com’è possibile che la grammatura della carta influisca sui nostri comportamenti? Perché, appunto, siamo esseri irrazionali. Prendiamo le nostre decisioni, in molti casi, sulla base di quello che Daniel Kahneman, premio Nobel per l’Economia del 2002, chiama “sistema uno”, ovvero tendiamo a compiere le nostre scelte in modo automatico.

Diminuire lo sforzo cognitivo quando devi fare una scelta ha i suoi vantaggi. Ponderare ogni decisione ti farebbe arrivare sfinito al termine della giornata. In alcuni casi poi, per esempio in caso di pericolo, è essenziale agire velocemente. Il problema è quando scegliamo in automatico cose che invece andrebbero ponderate.

Euristiche e bias cognitivi

La scorciatoia del pensiero, chiamata euristica in psicologia, ha i suoi vantaggi, ma in molti casi comporta errori nelle decisioni. Quando questi errori diventano sistematici, si parla di bias cognitivi.

L’elenco dei bias cognitivi è lungo e leggerli è molto divertente. Tra i più noti troviamo l’effetto ancoraggio, il framing, il bias di conferma, la overconfidence.

Buster Benson ne ha raccolti circa 200 in una splendida infografica.

Infografica dei bias cognitivi

Siccome i meccanismi di queste distorsioni sono noti, è possibile sfruttarli per influenzare le scelte delle persone (nel bene e nel male, per dirla tutta).

E chi non poteva approfittare di queste scoperte scientifiche se non il magico mondo del marketing?

Che cos’è il neuromarketing?

“Neuromarketing significa capire come funziona il nostro cervello e impiegare quella conoscenza per migliorare vendite e prodotti”

Roger Dooley

Coniato nel 2002 da Ale Smidts, professore della Rotterdam School of Management, il termine neuromarketing indica la disciplina che studia come il cervello umano reagisce agli stimoli del marketing.

Immagine con scritta Neuromarketing su notebook

Esistono infatti regole ben precise su come il nostro cervello interpreta determinati stimoli rispetto ad altri. Questi stimoli producono nel cervello precise reazioni che ci inducono ad agire in maniera prevedibile.

Si tratta di un meccanismo che avviene sistematicamente, anche se non ne siamo coscienti.

Conoscendo queste regole è possibile utilizzare determinate tecniche per indurre il cliente a compiere determinate azioni o scelte, come ad esempio la tecnica della “persuasione”.

Quali strumenti usa il neuromarketing?

Il mondo della scienza utilizza due metodi per monitorare le attività cerebrali:

  • la risonanza magnetica funzionale (fMRI) che misura il flusso sanguigno del cervello;
  • l’elettroencefalografica (EEG) che rileva l’attività elettrica dell’organo.

L’EEG è uno strumento molto più economico della risonanza magnetica funzionale e permette, attraverso degli elettrodi, di monitorare le emozioni istintive come rabbia, eccitazione o dolore.

Ragazza con disegno del cervello fatto a ingranaggi

Utilizzare l’EEG abbinando un sistema di eye-trakcing in un progetto web permette, ad esempio, di analizzare il percorso visivo dell’utente, individuare le aree di attenzione e le relative fasi emotive.

Questi strumenti hanno permesso di scoprire che in fase di acquisto di un prodotto il cervello umano reagisce producendo stimoli di sofferenza, cosa che invece non avviene quando il prodotto acquistato è in offerta o soggetto ad uno sconto.

A cosa serve il neuromarketing?

Conoscere i meccanismi che stanno alla base delle scelte e delle decisioni delle persone, ti permette di comunicare i vantaggi della soluzione che offri nel modo più efficace possibile.

Applicare i concetti del neuromarketing significa iniziare a fare “marketing intelligente”: non significa solo usare il tuo cervello, significa usare anche quello dei tuoi clienti!

Il neuromarketing digitale: neuromarketing e web, un’accoppiata vincente

Il neuromarketing applicato al mondo del web potrebbe in prima battuta non sembrarti un valido alleato per le strategie di business.

In realtà in un progetto web è importante analizzare il proprio layout e capire quale è il miglior impianto comunicativo per diminuire al massimo tutti gli attriti che potrebbero ostacolare le vendite o in generale la navigazione sulle pagine del tuo sito.

Scritta "What's your marketing strategy=" su foglio bianco

Al pari di un prodotto fisico per cui si studiano packaging, posizionamento sugli scaffali, fascia di prezzo ed altri elementi di mercato, per un sito web sono determinanti il font, lo stile di scrittura, le immagini, la disposizione degli elementi.

Il principio cardine del neuromarketing applicato al web è quello della fluidità cognitiva. L’utente non deve incontrare ostacoli nel suo percorso verso la conversione, che sia un acquisto, la compilazione di un form, una chiamata telefonica.

Il neuromarketing applicato alla SEO

La SEO è la disciplina che si occupa dell’ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca.

Riguarda tutti quegli interventi che concorrono ad aumentare il posizionamento di un sito su Google e sugli altri motori di ricerca.

Anche in questo ambito il neuromarketing ha sicuramente qualcosa da offrire, fornendo informazioni utili per migliorare l’esperienza utente sia al momento dell’intento di ricerca che a livello di organizzazione dei contenuti all’interno del sito web.

Disegno degli elementi della SEO

Conoscere in partenza quali sono i possibili attriti che potrebbero frenare l’utente nel processo di acquisto, quali le sue paure e le sue emozioni è un dato fondamentale per implementare una strategia vincente sin dal momento della sua progettazione.

Attraverso il neuromarketing, ad esempio, puoi conoscere quali sono i tuoi utenti “tipo” e quello che solitamente cercano in rete in relazione al nostro prodotto/servizio offerto.

Avendo queste informazioni in mano potrai offrire al tuo utente ciò che desidera già nelle SERP, in modo che l’utente (ma anche Google) capisca che hai le risposte alle sue domande.

Migliora il posizionamento del tuo sito web grazie alla SEO

Il neuromarketing è una disciplina avanzata di analisi che permette di progettare siti web capaci di creare alti tassi di conversione.

Anche senza strumenti tecnici come fMRI e EEG oggi possiamo applicare i principi del neuromarketing ad un progetto web, migliorandone usabilità e SEO. In Max Mile lavoriamo su progetti di varia natura e dimensione ai fini di garantire il miglior posizionamento su Google. Se anche tu desideri migliorare il posizionamento del tuo sito web grazie alla SEO contattaci senza impegno.