Intelligenza artificiale: che cos’è, come funziona e cosa può fare

L’intelligenza artificiale (IA) è lo sviluppo di sistemi informatici che tentano di imitare aspetti dell’intelligenza umana, come l’apprendimento e la risoluzione dei problemi.

Che effetti ha sulle nostre vite? Proviamo a scoprirlo.

Le innovazioni tecnologiche

Ogni nuova tecnologia solleva dubbi e preoccupazioni.

L’invenzione della stampa a caratteri mobili di Johannes Gutenberg del 1439 ha rivoluzionato la società, come oggi ha fatto Internet.

Eppure, all’inizio molti contestarono la stampa.

Conrad Gessner, naturalista svizzero, si preoccupava del sovraccarico di informazioni generate dalla lettura. Le stesse critiche che oggi vengono mosse al web.

La radio è stata accusata di compromettere la comunicazione interpersonale, il telefono di minare le relazioni familiari.

Ogni rivoluzione tecnologica interagisce con il contesto e lo ridefinisce.

Una giusta valutazione di ogni nuova tecnologia, o del progresso in generale, richiede una sensibilità verso quello che si perde oltre che verso quello che si guadagna.

Malcolm McLuhan, sociologo

E allora, cosa possiamo dire dell’intelligenza artificiale?

Cosa si intende con intelligenza artificiale

Anche l’intelligenza artificiale ha una portata tecnologica potenzialmente unica nella storia.

È una disciplina giovane, con circa settant’anni di storia alle spalle.

Per intelligenza artificiale si intende la simulazione dei processi di intelligenza umana da parte delle macchine, in particolare dei sistemi informatici.

Tipi di intelligenza artificiale

Già nel 1980 John Searle, filosofo statunitense, introdusse i termini di IA forte e IA debole. Questi termini sono utilizzati ancora oggi seppure con significato diverso.

  • IA forte: è un’intelligenza artificiale capace di emulare in tutto un essere umano
  • IA debole: è un’intelligenza artificiale che risolve compiti specifici
Schema del cervello sostituito da circuiti elettrici artificiali

L’IA debole è un’intelligenza artificiale limitata ad ambiti circoscritti. Ma è ipotizzabile un’intelligenza artificiale forte, con capacità paragonabili all’intelligenza umana e capace di funzionare autonomamente in contesti complessi?

Per arrivare a questo risultato, si dovrebbe riuscire a emulare l’intelligenza umana, ma ancora i ricercatori non hanno superato questo scoglio, quello di individuare un modello completo delle attività cognitive dell’uomo, ammesso sia possibile.

Proprietà di un sistema di intelligenza artificiale

Secondo gli scienziati, un sistema intelligente forte deve possedere i seguenti requisiti:

  • la capacità di prendere decisioni e pianificare a medio/lungo termine
  • la capacità di interagire con il mondo fisico circostante, orientandosi e muovendosi nello spazio, manipolare oggetti e interagire con le persone, comprendendo pertanto il linguaggio degli uomini

Lo scopo della IA è quindi quello di costruire macchine che ragionano, comunicano e imparano.

L’intelligenza artificiale batte l’uomo

Nel 1996 Deep Blue, computer dell’IBM, sconfigge in 37 mosse l’allora campione del mondo di scacchi Garry Kasparov in una partita di torneo.

Per la prima volta un computer batte un uomo in un’attività cognitiva complessa, un gioco di intelligenza.

Persona che gioca a scacchi contro un robot

In realtà la vittoria di Deep Blue non fu dovuta all’intelligenza, quanto alle sue capacità di calcolo. Il computer poteva valutare 200 milioni di posizioni al secondo e confrontarle con 700.000 mosse di grandi maestri.

Nel 2015 AlphaGo ha sconfitto per quattro volte, su cinque partite, il campione del mondo di Go, il sudcoreano Lee Sedol. Go è considerato il gioco più complesso mai inventato, viste l’elevato numero di posizioni possibili. In questo caso il computer ha sfruttato il deep learning, una tecnologia che sfrutta reti neurali artificiali organizzate a strati.

In questo modo AlphaGo è riuscito a recuperare le informazioni da centinaia di migliaia di partite, e a imparare le tattiche giocando contro se stesso per due anni.

Su che cosa si basa l’IA di oggi?

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale dei nostri tempi è resa possibile dalla presenza di Internet, secondo questi tre fattori:

  • i big data: la proliferazione dei dati disponibili e fruibili attraverso la rete
  • il cloud computing: l’aumento delle capacità di calcolo
  • l’Internet of Things: i dispositivi e i sensori connessi a Internet.

L’intelligenza artificiale oggi nelle nostre vite

I programmi di IA sono già presenti nella nostra vita di tutti i giorni: gli assistenti vocali come Alexa e Siri sono sempre più diffusi, Meta ha introdotto il riconoscimento facciale sugli smartphone.

Ecco gli ambiti più importanti dell’IA oggi.

Autovetture a guida autonoma

Un campo in cui l’intelligenza artificiale sta spingendo molto è quella della sostituzione dell’uomo nell’esecuzione di compiti più o meno specifici. Non parlo della robotizzazione, ma dell’utilizzo della tecnologia per svolgere compiti più complessi, come per esempio la guida di un’automobile.

Prototipi di veicoli a guida autonoma sulla strada

I veicoli a guida autonoma e i robotaxi stanno per diventare realtà. Già nel 2011 il Nevada ha varato delle norme per regolamentare la circolazione dei veicoli senza guidatore.

Pochi giorni fa Elon Musk, durante la presentazione della nuova Gigafactory di Tesla in Texas, ha annunciato la tecnologia FSD (Full Self Driving), il progetto di un futuristico robotaxi e l’inizio della produzione del robot umanoide Optimus, a partire dal 2023.

Vetture che procedono da sole nel mezzo al traffico hanno il vantaggio di una maggiore sicurezza stradale e una diminuzione dell’emissione di CO2, perché gli algoritmi consentono al computer di bordo di scegliere i tragitti più efficienti anche in relazione allo stato del traffico.

Le autovetture a guida autonoma pongono però dilemmi etici. Il caso di scuola che viene sempre presentato in questi casi è: supponiamo che un’automobile guidata dall’IA debba decidere di evitare di travolgere cinque persone ma che, nel far questo, ucciderebbe il suo passeggero. Come dovrebbe comportarsi il software? Chi dovrebbe salvare? Il proprietario dell’auto o il maggior numero possibile di vite? A chi spetta stabilire qual è la programmazione morali più appropriata?

L’Internet delle cose

L’Internet delle cose (Internet of Thing, IoT) si sta facendo sempre più spazio nelle nostre vite.

Proposto da Kevin Ashton nel 1999, IoT fa riferimento a quella rete formata da una serie di dispositivi in grado di trasmettere dati e collegati tra loro.

Persona che disegna in una parete lo schema dell'Internet delle cose

La diminuzione dei costi dei sensori ha incrementato le tipologie dei dispositivi attualmente connessi. Non solo computer, smartphone e tablet, ma anche i bracciali per rilevare i dati biometrici, gli elettrodomestici e oggetti di ogni tipo.

Basti pensare che oltre il 60% del traffico di Internet è traffico generato da cose, non dalle persone.

L’ambiente in cui si è maggiormente sviluppato Iot è quello domestico, con la creazione di vere e proprie case intelligenti.

Intelligenza artificiale e marketing digitale

Anche il settore del marketing on line è fortemente rivoluzionato da IA.

Grazie all’enorme mole di dati disponibili su Internet generati ogni giorno dai nostri comportamenti, i fornitori dei servizi possono costruire per ogni consumatore delle offerte personalizzate.

Schermo di un tablet con la scritta AI

Per generare queste raccomandazioni vengono impiegate due tecnologie:

  • Filtraggio dei contenuti: ogni volta che mostri interesse per un attore o un’attrice, il sistema ti consiglierà dei film con protagonisti quegli attori.
  • Filtraggio collaborativo: i tuoi gusti vengono confrontati con quelli di modelli di utenti con gusti simili al tuo (user persona, vedi link…). È il modello che fornisce i risultati migliori, specialmente se i dati a disposizione sono molti. Non a caso è quello usato da colossi del calibro di Amazon e Netflix per proporti i contenuti da visualizzare.

Queste tecnologie vengono utilizzate anche per prevedere quando un utente abbandonerà un servizio. In questo caso il sistema potrà proporgli, in modo automatico, un’offerta su misura per invogliarlo a continuare a utilizzare il servizio.

Delegheremo in un futuro prossimo le nostre decisioni a un algoritmo di intelligenza artificiale? Sì, secondo il saggista israeliano Yuval Noah Harari:

“Se un algoritmo ti controlla in ogni momento, finirà per conoscerti meglio di te stesso, arrivando a suggerire con chi vederti, chi sposare o chi votare. […] Alla fine, sarà una questione empirica: se il sistema funziona bene e ti dà buoni consigli, lo ascolterai sempre di più”.

Yuval Noah Harari

Conclusioni

L’intelligenza artificiale sta vivendo una vera e propria esplosione.

Per il momento si tratta di sistemi capaci di imparare, ma non di pensare. Saremo capaci di creare un’intelligenza artificiale paragonabile a quella umana? È un’ipotesi plausibile? Arriverà un momento in cui potremmo venire superati dell’IA?